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Ileana Bertasini ExtraOggi ci spostiamo a Caselle di Sommacampagna, più precisamente al Qbo, e conosciamo Ileana, studentessa di 22 anni volontaria del progetto YEP.
Ileana è una ragazza volenterosa e molto impegnata, nonostante la sua giovane età è già riuscita ad acquisire significativa esperienza sia nell’ambito del volontariato, sia in quello universitario e poco a poco inizia ad addentrarsi nel campo lavorativo.


Attualmente frequenta il quarto anno del corso di laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza presso l’Università di Verona. Inizialmente Ileana aveva intrapreso questo percorso con l’obiettivo di diventare avvocato familiarista; successivamente ha rivalutato le sue possibilità, decidendo di porre come traguardo dei suoi studi la figura del mediatore famigliare. Questa scelta deriva dal suo desiderio di giustizia e dalla sua volontà di aiutare concretamente chi si trova in difficoltà, in modo da fare la differenza. La scorsa estate Ileana, mossa dal suo spirito altruistico, ha preso parte ad una missione in collaborazione coi frati francescani, recandosi in Albania e restando per tre settimane, con lo scopo di conoscere una realtà differente da quella che si vive quotidianamente, per dare una mano e creare una sorta di “grest”, dando spazio all’animazione. Restando in linea con la sua esperienza di volontariato, Ileana quest’anno ha deciso di partecipare al progetto YEP, del quale è venuta a conoscenza grazie a dei volantini esposti nella bacheca della chiesa di Caselle; pur non avendo familiarità con ciò di cui si occupa il comune, le è sembrata un’ottima opportunità per espandere i suoi orizzonti. Il suo servizio consiste nel recarsi due volte a settimana presso il Qbo per aiutare un numeroso gruppo di bambini e ragazzi a fare i compiti, insieme ad altri colleghi educatori.
Essendosi trovata in un ambiente accogliente e soddisfacente sia sul luogo di lavoro, sia con gli altri volontari, Ileana sarebbe contenta di riproporsi in progetti come questo: “è un lavoro che non mi lascia come mi ha trovata ma mi migliora e mi sta aprendo gli occhi sui bisogni degli altri”.
Tutto ciò le ha permesso di comprendere più a fondo le funzioni del comune e ciò di cui si occupa, non considerandolo più come una struttura meramente burocratica: “mi sono resa conto di quanto di buono e di bene il comune offre dal punto di vista del volontariato e della nostra fortuna di vivere qui”.

 

 

Davide Zarri