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Davide Zarri“Se tutti si attivano, se ognuno fa la sua parte, si vive meglio in comunità, si diventa coscienti di quello che sta attorno a noi, dei problemi che ci sono, di cosa si può fare o non si può fare, di quello che manca. Si prende consapevolezza del territorio in cui si vive.”

Davide Zarri, 21 anni, di Caselle, ha visto nel progetto YEP una buona occasione per avvicinarsi al volontariato. Studente universitario, frequenta il corso di Scienze della formazione nelle organizzazioni presso l’Ateneo di Verona, con l’intenzione di specializzarsi, in futuro, in Psicologia clinica o in Neuroscienze e tecniche riabilitative, possibilmente conciliando lo studio con un’occupazione stabile.
Due sono gli ambiti in cui Davide ha prestato servizio all’interno del progetto. In primo luogo ha affiancato nella loro attività i volontari del Centro d’Ascolto Caritas di Sommacampagna, aiutandoli nella realizzazione di volantini e locandine informative, nella distribuzione di alimenti alle famiglie in difficoltà e nell’organizzazione di un incontro di presentazione del Centro con il gruppo Adolescenti. Finalità di quest’ultima iniziativa era di far conoscere ai giovani una realtà importante ma di cui molti ignorano l’esistenza, invitandoli ad assumere un atteggiamento attento nella vita di tutti i giorni verso le esigenze dei coetanei che affrontano situazioni di disagio. Come dice il nome stesso il Centro dà grandissimo valore all’ascolto delle persone bisognose che ad esso si rivolgono e presso il quale trovano volontari, formatisi all’interno della Caritas diocesana, con i quali costruire un personale percorso “a tappe” per cercare soluzioni alle necessità che via via emergono.
In secondo luogo da febbraio Davide collabora alla documentazione del progetto YEP, impegno che ha accettato volentieri data la sua passione per la scrittura. La stesura degli articoli non è sempre facile e ancor meno lo sono le interviste ai volontari durante i loro servizi, in quanto capita di trovarsi come “estranei” in ambienti particolari e dei quali non si conoscono bene le dinamiche, ma tutto ciò offre la possibilità di avvicinarsi direttamente ai vari ambiti in cui opera il progetto.
“Forse avrei preferito un servizio più vicino al mio percorso universitario, legato ad altre categorie di utenti” dice Davide a conclusione della sua esperienza, ma aggiunge: “Indipendentemente dai propri studi, questo tipo di progetti permette di crescere come persona, di conoscere nuove realtà e gli operatori che vi lavorano, di acquisire competenze utili anche sul piano professionale.”

 

 

Pietro Merzi