logo_CREAMANIFESTAZIONI  per il  60° ANNIVERSARIO del “SEGO DE LA VECIA” di CUSTOZA (1952–2012)

SCARICA IL PRIMO NUMERO DE "IL SEGO DI CUSTOZA" periodico realizzato in occasione del sessantesimo anniversario dall'utimo svolgimento della rappresentazione e che si propone di diffondere informazioni ed iniziative relative al Sego ma in generale a tutta la comunità di Custoza.

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Breve Storia del SEGO de la VECIA di Custoza

Il “Sego de la vècia” di Custoza (Verona) è un esempio unico, nel territorio del veronese, di messa in scena, per opera di un’intera comunità, di un importante tema della tradizione popolare. La sua eccezionalità deriva, da una parte, dal tramandarsi del racconto di padre in figlio e di generazione in generazione, dall’altra dal coinvolgimento dell’intera comunità, che trovava nel momento della preparazione e dell’esecuzione del dramma un elemento di forte riconoscimento identitario.

 

vecia

Il Sego de la vècia è un’azione drammatica di probabile origine medioevale. La sua rappresentazione a Custoza è attestata a partire dal XIX° secolo. Alla farsa comico-tragica in versi partecipava tutto il paese nei ruoli di attori e figuranti (circa 150 nell’ultima edizione del 23 marzo 1952) e in quelli di sarte, attrezzisti, macchinisti ed altro. Veniva rappresentato a mezza Quaresima nella conca di Custoza, tra la collina delle Moscatele e quella della Bellavista. La rappresentazione popolare ebbe periodicità variabile: per quanto riguarda il Novecento, si tennero le edizioni del 1902, 1905, 1914, 1920, 1926, 1931, 1937 e 1952.  Le fonti che oggi abbiamo a disposizione per ricostruire l’evoluzione e la storia del Sego de la Vècia a Custoza comprendono un arco di tempo che va dal 1845 al 1952, anno dell’ultima rappresentazione. Dopo quindici anni dalla penultima edizione (1937), il 23 marzo 1952 si allestì il primo Sego successivo alla seconda guerra mondiale, l’ultimo a tutt’oggi, in ordine cronologico. Grazie ad alcuni documenti ma soprattutto alla testimonianza dei cittadini di Custoza che parteciparono come attori o come spettatori, è possibile ricostruire in modo fedele e preciso le dinamiche organizzative e lo svolgimento del dramma. Lo spettacolo iniziava con una parata composta da tutti gli attori coinvolti, accompagnati da una banda musicale e da un cronista che, descrivendo i gruppi sfilanti, illustrava al pubblico la storia del Sego della Vècia. Dopo la presentazione dei personaggi, iniziava il dramma vero e proprio: la protagonista è la così detta Vècia, che con  una banda di lazaroni, compie furti e danni a discapito degli abitanti. Dopo uno scontro cruento sulla collina delle  Moscatelle, la Vècia viene catturata e portata in prigione. Viene accusata dall’Alta Corte di Giustizia, processata e condannata dal Giudice al supplizio del sego. Nell’ultima edizione del 1952, alla quale, dicono le cronache, erano presenti  circa diecimila spettatori, si era costituito un gruppo promotore dell’evento e ogni famiglia partecipava attivamente alla preparazione del Sego, mettendo a disposizione la propria manodopera e i materiali necessari alla costruzione delle scenografie e dei costumi.

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